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03/02/2012
Napoli, vale la regola della mediocrità con le "minori"
GIUSEPPE DE SILVA - Ma forse è tutta colpa di Internet! Sospettiamo, infatti, che un nutrito gruppo di allenatori delle squadre tecnicamente meno dotate si sia riunito in una ‘chat’ con l’obiettivo di mettere a punto un semplice ma efficace sistema di gioco per conquistare punti contro un Napoli che accusa un’evidente sindrome di ‘impotentia coeundi’ calcistica, ovvero di una palese difficoltà a penetrare le difese avversarie.
Questa beffarda considerazione nasce dall’analisi di una lunga serie di partite disputate con avversarie che stazionano tutte nella seconda metà della classifica; ci riferiamo ad Atalanta, Bologna, Catania, Chievo, Fiorentina, Parma e Siena, contro le quali, quando è andata bene, la squadra di Mazzarri non è riuscita ad andare oltre il pareggio…
Ed anche nell’ultimo turno infrasettimanale col Cesena si è ripetuta, in fotocopia, la stessa storia: la formazione romagnola si chiude in difesa, blocca le fasce marcando già da metà-campo i nostri due esterni Dossena e Maggio che, pertanto, non riescono a partire sfruttando la velocità per superarli ed arrivare a fondo campo per proporre qualche cross decente che possa essere sfruttato dalle punte. I centrocampisti, invece, non riescono a costruire gioco ed a far filtrare un passaggio in verticale per Cavani o Pandev che, a loro volta, sono strettamente chiusi in una gabbia di difensori. Risultato? La solita, soporifera sequenza di passaggini corti e lenti che partono dalla fascia destra dove Maggio, puntualmente, trovando un avversario che gli chiude la strada, fa dietro-front e appoggia il pallone ad un compagno vicino. La sfera, quindi, dopo 4 o 5 passaggi in orizzontale lungo la linea di centrocampo perviene sulla fascia sinistra dove Dossena, a sua volta, abbozza un tentativo di discesa e, non riuscendovi, effettua dalla tre-quarti un innocuo cross che somiglia molto ad un calcio dato al pallone per liberarsi dell’incomodo. Le uniche speranze di raggiungere l’area di rigore ed offrire un appoggio per le punte degno di questo nome, sono le folate a testa bassa di Lavezzi che riesce spesso a superare in velocità i suoi marcatori ed a creare un po’ di scompiglio verso la porta avversaria. Ma ieri, come se non bastasse, il Pocho era assente per squalifica. In alternativa, bisogna affidarsi a qualche rito apotropaico che allontani gli influssi malefici ed offra in dono un rimpallo favorevole o un liscio dell’avversario!
Ma il film, ormai stucchevolmente ripetitivo, di queste grigie prestazioni del Napoli non finisce qui perché c’è da assistere all’ultima decina di minuti e la sceneggiatura prevede il gran finale! Mazzarri, avvilito come gli spettatori, perché la sua squadra sta pareggiando, o addirittura perdendo (vedi Chievo, Parma e Catania), comanda l’arrembaggio richiamando in panchina un difensore o un centrocampista ed inserendo un altro attaccante. A questo punto, supportati dall’ulteriore ed ancora più vivace incitamento del pubblico, gli undici azzurri si riprendono dal coma vegetativo in cui erano entrati nei precedenti 80 minuti, partono all’arrembaggio della porta avversaria e, grazie alla ritrovata grinta, la velocità, la forza muscolare e l’inventiva, riescono finalmente a creare delle occasioni da gol che, però producono, come effetto collaterale, un forte strabismo per i tifosi che con un occhio guardano la partita e con l’altro controllano l’impietoso scorrere della lancetta dei secondi.
Qualche volta questo atteggiamento, anche se tardivo, grazie alla buona tecnica di Cavani e Pandev, produce l’insperato gol del pareggio o della vittoria che manda in delirio il pubblico sugli spalti. Altre volte, come nell’ultimo incontro, si rivela inutile perché un portiere 42enne, Antonioli, para l’impossibile e, come se non bastasse, un arbitro che avrebbe bisogno di lenti con parecchie diottrie, Banti, annulla, all’89°, un gol regolarissimo.
E veniamo alle conclusioni. Rispetto ad un anno fa, il Napoli ha ben 10 punti in meno e quindi il podio per l’ammissione alle Coppe, salvo miracoli, è irraggiungibile e la speranza di partecipare alle prossime competizioni internazionali è affidata solo alla finale di Tim Cup oppure, ma per pudore lo diciamo a bassa voce, ad un ..successo in Coppa dei Campioni. Per quanto riguarda il campionato, ormai compromesso, c’è solo da augurarsi di rivedere il Napoli delle prestazioni brillanti di inizio campionato, magari con l’apporto di Vargas che, dopo 4 partite, non ha dovuto manco lavare la maglietta visto che Mazzarri lo fa giocare 10 minuti a partita. E domenica prossima, se verrà rispettata la regola ‘grande contro le grandi’, la squadra di Mazzarri dovrebbe riscaldare il cuore dei suoi tifosi pur giocando nel gelo di SanSiro, contro il Milan.
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| Tag: giuseppedesilva, a.napoli, seriea | OKNOtizie |
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