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06/02/2012

Serie A: comanda ancora la Juve. Roma spettacolo travolge l'Inter

SerieA.6febbraio2.jpgArticolo di MICHELE VIDROIU – Un’altra esaltante settimana per la Juventus, che nonostante il set-point sciupato contro il Siena, può serenamente guardare la classifica e il proseguimento del campionato: ha mantenuto il punto di vantaggio sul Milan, ha ancora una partita da recuperare contro il Parma e inoltre i rossoneri rimarranno orfani di Ibrahimovic per tre turni dopo la manata ad Aronica. Il pareggio a reti inviolate contro i senesi lascia il rammarico di due punti persi, indubbiamente, e ancora una volta in una gara interna contro una squadra di medio-basso cabotaggio, ma in questo momento del campionato la squadra di Conte sembra la favorita per la corsa al titolo, anche se per lanciare i primi verdetti è molto presto. C’è ancora un girone da affrontare e potremmo assistere a cambiamenti negli scenari di corte più volte, di certo adesso la Juventus detiene la leadership della classifica e può ragionevolmente ambire a una fuga...


SerieA.6febbraio.jpgIl doppio turno settimanale che ha inaugurato il tour de force rossonero è iniziato nel peggiore dei modi, mercoledì la sconfitta all’Olimpico contro la Lazio e domenica il pareggio interno col Napoli, tradotto in numeri già cinque punti lasciati per strada. Il punto che divide il Milan dalla capolista è già virtualmente un distacco da quattro lunghezze, e Allegri senza Ibrahimovic dovrà inventarsi qualcosa di nuovo in attacco. L’anno scorso dopo l’espulsione di Bari, in cui lo svedese vide sventolarsi tre turni di squalifica, il tecnico livornese dimostrò a tutta Italia che anche senza il suo uomo di punta poteva fari girare il Diavolo a ritmi infernali, e nel derby del 3-0, che di fatto ipotecò lo scudetto, Pato-Robinho-Cassano non fecero rimpiangere il grande assente. Stavolta Allegri non potrà puntare ne sul talento di Bari vecchia ne su Pato, e Robihno sembra ancora lontano dalla condizione migliore. Avrà però a disposizione il giovane El Shaarawy, un Nocerino in più e molto ingegno per poter cavarci il ragno dal buco anche stavolta.

SerieA.6febbraio3.jpgI titoli di testa andrebbero invece alla Roma che, dopo esser capitombolata al Sant’Elia, risorge dalle sue ceneri nel big-match contro l’Inter di Ranieri. La squadra che si è vista in campo domenica (la partita è stata rinviata a domenica alle 15 per via della nevicata) è stata una delle migliori stagionali, debordante sotto tutti i punti di vista, impeccabile. Il 4-0 riflette delle potenzialità abnormi che vengono espresse con alti e bassi, il gioco di Luis Enrique, quando applicato a perfezione, è in grado di scardinare qualsiasi corazzata, e ancora una volta i dati lo confermano, tant’è che l’Inter è andata vicino al rendersi pericolosa solamente in occasione dell’azione solitaria di Milito. La differenza tra la Roma di domenica e quella delle ultime uscite è sicuramente da imputare agli uomini che hanno interpretato il sistema di gioco di Luis Enrique: non più Kjaer, ma Heinze-Juan al centro della difesa, e De Rossi baricentro basso del centrocampo, trasformano la fase difensiva.

L’Inter, dopo la serie di sette vittorie consecutive, è sbandata. Nell’ultima settimana ha racimolato un punto in tre partite, incassando nove reti a fronte di soli quattro gol, tutti di Milito peraltro. Ranieri contro la Roma si è ripresentato con un centrocampo fisico, privo di fantasisti, e all’inizio del secondo tempo si è addirittura permesso il lusso di togliere Pazzini per inserire un altro intermedio, Poli, il che suona molto come una resa anticipata.

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